Rafforzato il fondo di garanzia per le PMI e a Luglio sblocco 68 ml pagamenti PA

Rafforzato il fondo di garanzia per il credito alle imprese ed entro luglio sblocco totale di 68 miliardi di pagamenti della Pa. Tra i vari provvedimenti che sono stati varati dal Consiglio dei Ministri salta subito all’occhio la riduzione dell’Irap del 10% a partire da maggio, la riduzione di un miliardo di premi Inail che le imprese pagheranno in meno a partire da metà maggio, la riduzione del costo dell’energia per le Pmi. Approvato il Piano Casa e quello per il risanamento delle scuole.
Durc online. Il decreto trasforma in versione telematica il durc. Questo, ferma restando la validità dei quattro mesi, si potrà scaricare da internet tagliando così 5 milioni di certificazioni su carta.
Apprendistato

Sarà più semplice: si limita alla forma scritta prevedendone la necessità per il contratto e il patto di prova e non per il piano formativo individuale (pif).
È abrogata la condizione di assunzione vincolata alla stabilizzazione dei precedenti contratti di apprendistato (oggi pari al 30% dei rapporti scaduti nei 36 mesi precedenti) e viene eliminato l’obbligo per il datore di lavoro di integrare la formazione di tipo professionalizzante e di mestiere con l’offerta formativa pubblica, sostituendolo con un elemento di discrezionalità.
Contratto a termine

La disciplina prevede che le assunzioni a termine sono possibili soltanto a fronte di ragioni di carattere produttivo, tecnico, organizzativo, sostitutivo, anche se riferibili all’ordinaria attività del datore di lavoro. Se manca anche una sola di queste ragioni l’assunzione non può che avvenire a tempo indeterminato (applicando la disciplina della stabilità, art. 18 dello statuto dei lavoratori).
La riforma Fornero (18/07/2012) aveva introdotto una deroga consentendo di prescindere da queste ragioni con riferimento al primo rapporto di lavoro a termine di durata non superiore a 12 mesi e aveva affidato ai contratti collettivi nazionali la possibilità di prevedere la stessa deroga in una serie di casi da disciplinare nel limite complessivo del 6% dei lavoratori occupati (per esempio lancio di un prodotto, avvio di nuova attività…).
Il Decreto Lavoro, lo scorso anno, aveva poi riformulato la disciplina e restando ferma l’ipotesi del primo contratto, ha sancito che ogni altra ipotesi di assunzione senza causa può essere individuata dai contratti collettivi (anche aziendali) stipulati dai sindacati. Ora il decreto legge appena approvato sancisce la definitiva liberalizzazione del contratto a termine stabilendo che l’assunzione a termine può avvenire senza causale per una durata massima di tre anni (che sarebbe la durata massima dei contratti a termine), fatta salva un’unica condizione: che le assunzioni non siano superiori al 20% dei lavoratori occupati. Il nuovo decreto legge liberalizza le riassunzioni.
La disciplina vieta la riassunzione a termine dello stesso lavoratore condizionandola alla discontinuità tra il primo e il secondo rapporto a termine. Il decreto legge va ad abrogare qualsiasi vincolo e la riassunzione è possibile dal giorno successivo alla scadenza del primo rapporto a termine.
Cassa integrazione e comunicazioni Pa

In materia di ammortizzatori sociali il Consiglio dei Ministri ha previsto una riforma dei servizi per il lavoro e le politiche attive con la semplificazione delle procedure e la razionalizzazione dei contratti.
La delega di riforma degli ammortizzatori sociali va ad assicurare in caso di disoccupazione involontaria tutele uniformi legate alla storia contributiva dei lavoratori e a razionalizzare la normativa in materia di integrazione salariale.
È prevista la revisione dei criteri di concessione e utilizzo delle integrazioni salariali escludendo i casi di cessazione aziendale e dei limiti di durata, che sarà legata ai singoli lavoratori.
È prevista una maggiore compartecipazione ai costi da parte delle imprese utilizzatrici.
La delega in materia di semplificazione delle procedure e degli adempimenti ha previsto la razionalizzazione di questi ultimi e degli adempimenti connessi con la costituzione e la gestione del rapporto di lavoro con l’obiettivo di dimezzare il numero di atti di gestione di rapporto di carattere amministrativo.
Prevista l’unificazione delle comunicazioni alla pubblica amministrazione per eventi quali infortuni sul lavoro ponendo a carico delle stesse amministrazioni pubbliche l’obbligo di trasmettere alle altre amministrazioni competenti la documentazione e infine, con delega in materia di semplificazione delle forme contrattuali, è stata prevista la redazione di un testo organico di disciplina delle tipologie di contratti e rapporti di lavoro.
Pagamenti Pa

Entro luglio è previsto lo sblocco di 68 miliardi di pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese: a oggi ne sono stati pagati 22.
Il ministro dell’economia ha illustrato l’operazione che dovrà portare entro luglio allo sblocco di questi 68 miliardi. Nel disegno di legge che sblocca questi pagamenti c’è una parte che riguarda la cessione dei crediti a banche o istituzioni finanziarie per ricavare liquidità e aggiungendo che molte imprese sane sono state costrette a uscire dal mercato per la mancanza di liquidità, il disegno di legge prevede una garanzia dello Stato affinché il sistema bancario possa reagire positivamente e un intervento della Cassa depositi e prestiti come strumento di garanzia possa accelerare e favorire questo strumento di cessione del credito.
Piano Casa e riqualificazioni

È stato approvato il Piano Casa da 1.741 miliardi di euro, che fa leva su tre obiettivi: sostegno all’affitto a canone concordato, sviluppo dell’edilizia residenziale-sociale, ampliamento dell’offerta di alloggi popolari. Questo provvedimento non risolverà le situazioni di «disagio abitativo» esistenti in Italia, ciononostante è un piccolo passo per smuovere il mercato degli affitti.
In Italia era numerosa la domanda della fascia più debole della popolazione, situazione ancor più accentuata dallo stato di impoverimento dei ceti medi. Il piano di riqualificazione delle periferie e in particolare la riqualificazione degli alloggi ex-Iacp è da ritenersi, per l’immediato, uno dei principali provvedimenti da attuare, magari insieme al coinvolgimento dei costruttori privati nei piani di edilizia sociale.
Proprio un accurato piano di recupero e di vendita degli alloggi Iacp agli inquilini insieme a un più vasto processo di riqualificazione delle periferie potrà essere determinante per affrontare le immediate necessità. Il punto debole è rappresentato dai tempi esecutivi e dalle negative «frenate burocratiche» (come lo sono state di fatto a suo tempo nel caso del Piano Casa dell’allora governo Berlusconi).
Anche se ulteriori difficoltà potrebbero esserci nel tentativo di portare «a regime» questi strumenti operativi.
Scuole

Dal 1° aprile avrà il via il piano per rendere le scuole più sicure: a disposizione saranno 3,5 miliardi di euro, di queste risorse 1,5 miliardi saranno destinati alla tutela del territorio e al rischio idrogeologico.
Energia e Pmi

A partire da maggio il costo dell’energia per le pmi (si tratta di 14 miliardi di euro) sarà ridotto del 10% attraverso un piano di rimodulazione del paniere della bolletta energetica.
Sportello impresa

Sono stati stanziati allo scopo di rilanciare l’economia 500 milioni per rafforzare il Fondo di Garanzia per il credito alle imprese e dal 1° giugno prenderà il via un apposito fondo per le imprese sociali (fondo dotato anch’esso di 500 milioni di euro).
Dal 16 maggio le imprese pagheranno un miliardo in meno di premi Inail e dal 1° maggio si avrà la riduzione dell’Irap del 10% con un risparmio per le aziende di 2,4 miliardi, riduzione finanziata con l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie dal 20 al 26% (impatto di 2,6 miliardi, senza far riferimento ai titoli di Stato).
Questi provvedimenti verranno deliberati entro metà aprile. Nulla osta all’aumento del credito d’imposta per i ricercatori: l’obiettivo è quello di creare 100mila posti di lavoro nella ricerca nel corso di quest’anno.
Taglio del cuneo fiscale

A partire da maggio vi saranno mille euro netti all’anno in busta paga per chi guadagna meno di 1.500 euro al mese. Per la copertura dei 10 miliardi necessari si procede attraverso una spending review che dovrebbe portare 7 miliardi di euro in cassa per il primo anno.

Fonte: Edilizia News

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